VETRALLA

Comune di Vetralla


Pro Loco di Vetralla
Via Cassia Sutrina s.n.c.
Tel. 0761 460475 


 


Ambiente e paesaggio, storia, archeologia, monumenti, prodotti tipici di alta qualità e un ricco calendario di feste e sagre, fanno di Vetralla una meta importante per conoscere e godere delle bellezze della Tuscia.

Fa parte della Comunità montana dei monti Cimini, è un centro di grande interesse dell’Associazione nazionale Città dell'olio, vanta un importante gemellaggio con Venezia legato, rispettivamente, allo Sposalizio dell’albero e allo Sposalizio del mare ma, a siglare ancora oggi la sua importanza, è la via Cassia e quindi la via Francigena, che si percorreva dal nord Europa per raggiungere Roma, capitale del cattolicesimo.

L’Itinerario dell’arcivescovo inglese Sigerico (990 d.C.), la relazione di viaggio più antica per la via Francigena, il percorso di pellegrinaggio che da Canterbury portava a Roma e che era una delle più conosciute e percorse vie di comunicazione europee, nomina Vetralla tra i centri che venivano attraversati.

Dal 1994 la via Francigena è Itinerario culturale del Consiglio d’Europa. I grandi boschi, che conferiscono a Vetralla un particolare pregio paesaggistico, occupano ampia parte del territorio comunale, tra cui, il maggiore, è quello di alto fusto (faggio e cerro) che ricopre il monte Fogliano, cima più alta (m. 964,5 s.l.m.) della Riserva naturale regionale lago di Vico, sulla cui vetta si uniscono i territori comunali di Caprarola, Ronciglione e Vetralla.

Ogni anno, l’8 maggio, si celebra, all’eremo di sant’Angelo, lo Sposalizio dell’albero, una tradizionale festa popolare, originata da un rituale di diritto medioevale, per riconfermare il possesso dei boschi del monte Fogliano, donati da papa Eugenio IV nel 1432. In una magica atmosfera d’altri tempi, sotto alberi secolari, le autorità comunali si riuniscono in una radura per stilare l’atto di possesso, mentre il corteo di cavalieri in costume storico, gruppi folcloristici e sbandieratori rendono omaggio agli sposi: un cerro e una quercia, che vengono ornati con i colorati fiori della boscaglia in primavera e uniti da veli.

Oltre al gemellaggio con Venezia, l’evento è reso più solenne dal Palio di foro Cassio, una gara tra i cavalieri dei rioni e frazioni del territorio di Vetralla.

E’da ricordare il legame con lo scultore Roberto Ioppolo e il dono dell’Albero dell’umanità offerto al papa in occasione del Giubileo 2000 e donato anche al sindaco di Betlemme.

Rimanendo in tema di scultura, non si può dimenticare che Pietro Canonica (Moncalieri 1869 – Roma 1959) ebbe qui lo studio e una fonderia per le sue opere in bronzo. Il toponimo Vetralla, deriva da Vetus alia (altra città vecchia) oppure da Vetus aula (antico luogo).

I ritrovamenti testimoniano che l’area fu abitata di continuo nei secoli, forse, in origine, un pagus villanoviano: tombe a fossa dell’VIII e VI sec. a.C. e tombe etrusche a camera e a pozzetto a Cerracchio e a Poggio montano, insieme ai siti di Norchia, Grotta porcina (VI secolo a. C.), monte Panese e valle Caiano. Ancora oggi il territorio comunale è punteggiato da frazioni e località: Cura di Vetralla, La Botte, Tre Croci, Mazzocchio, Giardino, Mazzacotto, Pietrara, Le Valli, Le Dogane, Cinelli, Madonna del ponte. Il nucleo originario dell'attuale abitato è un piccolo castrum sullo sperone che si affaccia sulla valle di sant’Antonio.

Sono molte le sue vicende storiche: dalla Donazione di Sutri (728) del re longobardo Liutprando al papa Gregorio II, all’insediamento, nel 1145, di papa Eugenio III per sfuggire alle lotte romane, che, proprio da qui, bandì la Seconda Crociata con la bolla Quantum praedecessores. Il feudo passò agli Orsini e ai Prefetti Di Vico, poi fu assegnato agli Anguillara, al cardinale Giovanni Borgia, a Lorenzo Cybo (1529) e ad Alessandro Farnese (1534).

Fu di nuovo compresa nei possedimenti pontifici il 4 aprile 1783 e papa Pio VI le diede il titolo di città.

Fu coinvolta anche nelle vicende del Risorgimento, fino alla presa di Roma del 1870. Il borgo medievale è conservato molto bene, con palazzi nobiliari, piazzette e vicoli, l’ideale per rivivere le atmosfere dei tempi antichi. Spiccano tra gli altri: il Palazzo Comunale (campanile a vela, orologio e facciata disegnata da Vignola); il Palazzo Franciosoni (scuola del Vignola, affreschi degli Zuccari); il Palazzo Piatti, il Palazzo Vinci o Brugiotti Carpegna (scuola del Vignola).