CATACOMBA DUOMO PALAZZO COMUNALE ACQUEDOTTO

Le origini di Nepi si perdono nel tempo. La tradizione locale vuole che la sua fondazione risalga a 548 anni prima di  Roma.; in realtà le testimonianze archeologiche non permettono di risalire più indietro dell’VIII secolo a.C., anche se tracce di presenze umane sono attestate sul vicino promontorio del “Pizzo” almeno dall’età del Bronzo. 

Fondata forse da popolazioni falische al confine con il territorio etrusco, Nepi non rivestì un ruolo politico preminente in età preromana ma, l’importanza dei corredi recuperati nelle vicine necropoli testimonia della ricchezza e dell’alto livello culturale raggiunto dai componenti dell’aristocrazia locale. 

Dopo la caduta di Veio nel 396 a.C., la regione subì la graduale espansione di Roma. Nepi, considerata insieme a Sutri “porta dell’Etruria”, pochi anni dopo fu occupata dai Romani che vi fondarono una colonia Latina.  La conquista romana conferì una notevole ricchezza, grazie anche al ruolo rivestito dal centro come punto di transito verso l'Umbria. Alla metà del III sec. a.C. può essere, infatti, datata la costruzione della Via Amerina, passante per Nepi e collegante la Via Cassia, e quindi Roma, all’antica Ameria (odierna Amelia).

La precoce esistenza di una folta comunità cristiana a Nepi è testimoniata dalla presenza della catacomba di Santa Savinilla e dall’istituzione di una diocesi almeno a partire dal V secolo. Durante l’altomedioevo la città assunse una notevole importanza strategica come centro fortificato a difesa della Via Amerina. Il suo territorio subì le scorrerie dei Longobardi e dei Saraceni tra l’VIII ed il IX secolo. Costituitasi libero comune nel 1131, nel periodo bassomedievale fu oggetto di contesa fra importanti famiglie nobiliari quali i Vico, i Colonna e gli Orsini.  Nel 1455, con l’elezione al pontificato di Alfonso Borgia le vicende di Nepi si legarono a quelle della famosa famiglia di origine spagnola. Il cardinale Rodrigo Borgia, nipote di Alfonso, ne divenne prima governatore e poi, dal 1479, proprietario. Nel 1499 Rodrigo, nel frattempo divenuto papa con il nome di Alessandro VI, nominò “Signora di Nepi” la figlia Lucrezia .

 Fra il 1521 ed il 1535 fu governatore il famoso poeta Bernardo Accolti, detto “l’Unico”. Più volte cacciato dalla popolazione a causa del suo comportamento dispotico, fu privato dei possedimenti dal pontefice Paolo III che nel 1537, istituì il “ducato di Nepi” affidandone, poi, il governo al figlio Pier Luigi. L’arrivo dei Farnese segnò l’inizio di un periodo di forti cambiamenti nell’assetto urbanistico della cittadina. I lavori compresero la creazione e l’allargamento di vie e piazze e la costruzione di nuovi edifici. Pier Luigi lasciò il “ducato di Nepi” e quello di Castro nel 1545,  in cambio del ducato di Parma e Piacenza. La città tornò, quindi, di proprietà della Camera Apostolica rimanendovi sino al 1870

Il lungo arco temporale che va dalla fondazione della città ad oggi ha lasciato le sue più significative tracce negli importanti monumenti e siti che è possibile visitare giungendo a Nepi.