PIAZZA MONALDESCHI PANORAMA ONANO

Sul crinale di terra vulcanica dell’Etruria meridionale tra il Monte Amiata ed il Lago di Bolsena, qui dove la Tuscia viterbese  si confonde con la Toscana e l’Umbria, s’adagia Onano (510 m.s.l.m). Orvieto e prima ancora Sovana, alla cui giurisdizione ecclesiastica il piccolo centro è appartenuto fino al 1785,  sono state le sue città madri medievali.

Terra dal cuore antico e segnato dal lavoro degli uomini; millenarie fatiche e speranze che incontri nei manufatti litici preistorici, nei toponimi derivati dalle divinità etrusche (Norsano) e romane (Berogne, Scardi), nei vocaboli longobardi (Caio), nelle ascetiche chiesine rurali. Gli uomini e la storia del centro agricolo si muovono tutt’intorno all’antico Palazzo Monaldeschi della Cervara che attorno a sé ha visto accrescere l’intero impianto urbano tufaceo che si apre alle azzurre creste amiatine e del Cetona.

Per antica tradizione, Onano deriverebbe il suo nome dalla dea etrusca Uni o, più verosimilmente, da Aulo o Auno, dal nome del benificiario del fondo. Nel Codex Diplomatico Amiatino è possibile riconoscere il toponimo fondativo di Onano nel Casale Aulanum i cui beni, Valperto, nobile longobardo, donò all’ Abbazia di San Salvatore del Monte Amiata nell’823. Stollo, il termine che contadini hanno preso in uso dal popolo di Rachis. Non credibili le voci che  vorrebbero far derivare il suo nome dall’agnello (l’Agnus nello stemma) o anche  dalla Valle Ontana. Secondo gli storici antichi (B. Luzi: 1697;  E. Giuliani: 1803), la fondazione di Onano trae origine dallo stanziamento in loco degli abitanti provenienti dai quattro pagi assaltati da Odoacre intorno al 480; più fondatamente da Teodato.

Dal 1215 Onano entrò a far parte dei possedimenti del libero Comune di Orvieto per divenire, nel 1355, dominio dei Farnese e poi, dal 1398  al 1561, dei Monaldeschi della Cervara.  Intorno ai primi decenni del XV secolo la potente famiglia guelfa orvietana avviò la costruzione della imponente fortezza quadrangolare, localmente detta Palazzo Madama. Più correttamente si trattò  dell’aggiunta di tre successivi potenti volumi alla preesistente torre fortilizia (1333) della Rocca nuova i cui  lavori, attraverso successivi interventi architettonici (fino alla metà del XVII secolo), hanno dato all’edificio la forma attuale.

Del periodo Monaldeschi sono le due  pregevoli chiesine di campagna che recano l’intervento pittorico l’una di un elegante artista di scuola senese, tradizionalmente identificato con Pietro di Sano (Madonna delle Grazie), l’altra di Antonio del Massaro detto il Pastura (Madonna del Piano).

Dal 1561 e fino alla quarta generazione, il cardinale Guido Ascanio Sforza di Santafiora, ottenne dalla Camera Apostolica il dominio del castello di Onano. Lo Sforza come suo primo esercizio politico fece riformare lo Statuto della Comunità et Homini di Honano al cui interno sono citate le lenticchie, il più pregiato e ricercato prodotto dell’agricoltura onanese. Con il matrimonio di Mario II Sforza (1594-1658) con Renata di Lorena, Onano fu alzato a titolo di Ducato. Dalla metà del XVI secolo e fino al terzo decennio di quello successivo è registrata nel centro la vivace presenza di banchieri e commercianti ebrei.            

Dai primi decenni del XVIII secolo l’antico Palazzo divenne inizialmente residenza estiva  dei vescovi di Sovana-Pitigliano, poi di quelli di Acquapendente, infine domicilio dell’imprenditore Giuseppe Denham. L’abile commerciante di tele (e di materiali archeologici) irlandese l’aveva ottenuto dalla Camera Apostolica a titolo di risarcimento per i danni subìti  nell’affondamento di una sua nave nel porto di Civitavecchia (1769). La figlia Carlotta, sposata ad Antonio Bousquet, fu solita farsi chiamare alla francese col titolo di madame, da ciò il nome popolare che gli onanesi hanno esteso all’antico Palazzo Monaldeschi, divenuto d’allora Palazzo [di] Madama. Due suoi nipoti, Riccardo ed Oscar Bousquet, presero parte ai moti per l’annessione di Roma all’Italia. Volontari nelle file garibaldine, combatterono prima nei moti della Lega dei Comuni (1860) poi con Giovanni Acerbi (1867). Di partito repubblicano, ospitarono Giuseppe Garibaldi nel loro antico Palazzo che già nel 1860 aveva alzato, per primo, il tricolore.

Nel corso dell’Ottocento, ma già  presenti in loco dal XVII secolo,  due altre famiglie onanesi  si affacciarono alla ribalta della storia nazionale: i Caterini e i Pacelli. Durante i mesi della Repubblica Romana (1849) il cardinal Prospero Caterini custodì il tesoro di  S. Pietro nei sui tenimenti onanesi.  Al Caterini si deve anche l’introduzione di Marcantonio Pacelli negli ambienti curiali romani. Avvocato concistoriale e fondatore dell’Osservatore Romano, l’avv. Marcantonio fu il nonno di Eugenio Pacelli, poi papa col nome di Pio XII. Fino agli anni liceali il giovane Eugenio fu solito soggiornare nell’antico Palazzo Monaldeschi. Fieramente gli onanesi narrano delle sue passeggiate nella tranquilla campagna, delle sue vivaci amicizie, della sua particolare devozione alla Madonna del Buon Consiglio venerata nella locale Chiesa di S. Croce. 

In quegli stessi anni la comunità onanese era solita accogliere anche Lina Cavalieri, la celebre soprano ed attrice nota come la donna più bella del mondo.  La madre Teonilla era nata ad Onano e l’artista continuò a frequentarne il centro e a dimostrarne il legame affettivo con la donazione di alcuni suoi abiti di spettacolo alla Madonna Addolorata e del Rosario. Abiti indossati ora dalla patrona di Onano, santa Colomba, le cui reliquie, insieme al patrono S. Trifone, si venerano nella chiesa di S. Maria della Concezione.

Dopo l’ incurante abbandono del Palazzo da parte dei proprietari nel secondo dopoguerra, solo per l’energica volontà delle Amministrazioni Comunali seguite dagli anni '90 è stato possibile il recupero e il restauro dell’antico Palazzo comitale. Il successo è stato premiato nel 2003 con il trasferimento in loco della Sede del Municipio. Il risalirne le scale, l’entrarne nelle antiche stanze,  è il riaffiorare in ciascuno di noi di una più lunga storia che  unisce la Comunità onanese ad una storia e patria più grandi.

Un itinerario turistico può iniziare proprio da questo insigne Palazzo e continuare poi tra i vicoli del Monte del Gallo e le piagge dell’antico abitato alzatosi sotto la sua imponente mole.       

DA VISITARE

CHIESA DI S. CROCE  Risalente alla fine del XIII secolo, l’antica Pieve fu distrutta nel giungo del 1944 a seguito di un bombardamento aereo. Il sacro edificio è stato ricostruito nel 1956. La prima pietra della nuova costruzione è stata benedetta da Pio XII (Eugenio Pacelli), il papa onanese. All’interno del tempio opere dello scultore Dante Ruffini, cremonese, e dell’onanese Claudio Ferri che ha realizzato le stazioni in terracotta della Via Crucis.

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA CONCEZIONE o dei Frati Eretta nel 1784, conserva le urne dei Patroni san Trifone e santa Colomba. L’abito della santa  è stato donato da Lina Cavalieri.

CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE L’edificio, che presenta  tracce di una più antica costruzione  romanica, è stato ampliato ed abbellito intorno alla metà del XV secolo con notevoli affreschi di scuola senese. Pregevole l’immagine della Vergine con Bambino. Ai lati san Raffaele Arcangelo e san Giovanni Battista. Per antica tradizione si vuole che nella chiesina sostasse in preghiera Pia dé Tolomei nel suo viaggio da Siena verso la prigionia di Maremma.

MADONNA DEL PIANO Costruita nel 1498, conserva un affresco della Vergine con Bambino di Antonio del Massaro, detto il Pastura. Ai lati dell’edicola, di diverso stile pittorico, le figure di sant’Antonio Abate e san Rocco. La chiesa è posta per la strada che reca ad Acquapendente a circa un km fuori dell’abitato di Onano

PRODOTTO TIPICO 

Il piccolo centro agricolo è noto per la produzione delle lenticchie di ottima qualità. Tonda, grande e variegata nel colore, la saporitissima lenticchia di Onano vanta un’ antichissima tradizione e se ne trova menzione nello Statuto della Comunità del 1561. Numerosi i riconoscimenti internazionali assegnati a questo prodotto (di rilievo quelli ottenuti a Londra, Parigi e Buenos Aires) che vanta caratteristiche davvero particolari.La lenticchia di Onano viene salvaguardata e promossa dall’Amministrazione Comunale locale attraverso il marchio De. Co., “denominazione comunale di origine”.