Lubriano sorge su di un altopiano tufaceo che spazia nel paesaggio della valle dei calanchi, sulle colline, tra la valle del Tevere, ad est e il lago di Bolsena ad ovest, che segnano il confine dall’Umbria. La centrale piazza san Giovanni Battista, delimitata dalla chiesa omonima e dal palazzo dei Bourbon del Monte, magnifico esempio di barocco locale, è come un balcone sulla valle e sull’ammaliante veduta di Civita di Bagnoregio.

Nell’antico centro si respira il fascino dei caratteristici vicoli stretti, archi, piccole scale e piazzette che si aprono nei tipici quartieri medievali, tra cui spicca quello dello Scenditoio.

Lungo la strada che collega Bagnoregio a Lubriano, s’incontra una fontana su cui è scritta l’epigrafe: “Tu che d’estate passi per questa via e che hai una sete incombente, fermati a bere a questa sorgete quest’acqua benedetta del Pidocchio, che oltre a dissetarti può rinfrescarti l’occhio”. Il toponimo Lubriano potrebbe discendere dalla parola etrusca lùbrie, luogo di purificazione, per l’eccezionale abbondanza di acque sorgive presenti. Fu abitato fin dalla preistoria, di cui si conservano testimonianze e la sua storia è arricchita dal passato etrusco e romano. Numerosi i ritrovamenti che si riferiscono alla presenza etrusca sul territorio: tombe, molte riutilizzate come stalle e rimesse, una tagliata, strada incassata nel banco tufaceo, e una fitta rete di cunicoli con funzione di acquedotto.

Alla fine dell’ottocento, nella località Cantolla, fu ritrovata una ricca tomba di età ellenistica con un considerevole corredo funerario, tra cui tre specchi di bronzo. Oggi è un centro innovativo per la valorizzazione delle eccellenze del patrimonio storico-naturalistico nel proprio territorio.

Il museo naturalistico e il suo “Percorso delle acque, dei fiori, dei frutti e delle erbe mangerecce” nascono per iniziativa del Comune di Lubriano, nell’ottica di mantenere e valorizzare le tradizioni centenarie legate alla raccolta ed all’uso delle erbe e dei frutti.

Qui si svolgono le attività divulgative e quelle didattiche e, in più, il museo è anche il punto di riferimento per lo sviluppo di progetti di ricerca in ambito botanico, faunistico e idrobiologico.

DA VISITARE

Teatro dei Calanchi;

Museo naturalistico;

Chiesa della Madonna del Poggio, raro esempio locale di architettura barocca, fu terminata nel 1732 e conserva la pittura murale con la Madonna e bambino attribuita al 1619 e incorniciata da un baldacchino con angeli reggicandelabro e reggicortina, del 1732, opera di Pietro e Antonio Cremoni da Lugano;

Chiesa di san Giovanni Battista;

Palazzo Bourbon del Monte, già Monaldeschi;

Torre dei Monaldeschi, simbolo del paese, è ciò che rimane dell’antico castello e la sua costruzione è del XII sec.;

Torre del Sole di santa Caterina, del XVI sec.;

Fontana della Pucciotta;

Grotta di San Procolo;

Castello di Seppie, una lunga storia dal V sec. d.C. fino all’attuale destinazione per vacanze.

EVENTI E MANIFESTAZIONI

Sant’Antonio abate;

Passeggiata nei Calanchi;

Madonna del Poggio,infiorata;

Santa Caterina;

San Procolo confessore, patrono;

Festa del vino della valle dei Calanchi:

Cena sotto la Torre;

Sagra della bistecca chianina,

Sagra della bruschetta.