GRAFFIGNANO

Comune di Graffignano


 Pro Loco di Graffignano
 piazza del Comune, snc, 01020


Il territorio del comune di Graffignano si trova per la maggior parte sopra un altopiano che domina la valle del fiume Tevere ad una altezza compresa tra i 170 e i 400 metri slm in un territorio ricco di boschi ancora incontaminati, in cui abbondano flora e fauna. Il Borgo antico originario si sviluppa sopra la sommità di una piccola rupe e comprende il Castello Baglioni ed il cosiddetto Di Dentro.

Tale antico complesso corrisponde allo schema tipico dei centri abitati medievali italiani che sorgevano, normalmente, intorno ad un Castello, tanto è vero che si parla di incastellamento proprio per significare che il Castello forma un corpo unico con le abitazioni, gli stabilimenti, i ricoveri, le chiese. Di solito, tali castelli erano edificati sopra precedenti insediamenti romani non abbandonati neppure in età barbarica. Attualmente il comune comprende anche la frazione di Sipicciano e di Pisciarello. Nella zona, come in tutto il territorio della Tuscia, sono presenti testimonianze Etrusco -Romane; L'origine del toponimo stesso di Graffignano (Carfinianum) fa supporre che il territorio fosse stato proprietà di un dominus romano: Carfinius. Le primi notizie storiche risalgono alla seconda metà del sec. XIII, quando i nobili Baglioni di Castel Di Piero (attuale S.Michele in Teverina) i cui possedimenti comprendevano anche la Rocca di Graffignano, fecero atto di sottomissione al comune di Viterbo.

Il castello di Graffignano, divenuto possedimento di Viterbo, nel XIV dovette condividere le sorti belliche di quel potente comune, che per motivi territoriali, si oppose alla città di Orvieto. I secoli XV e XVI sono caratterizzati da continue dispute territoriali interne alla famiglia, concluse con l’intervento di Papa Adriano VI (1522 – 1523) che confiscò il feudo. Nel 1531 i possedimenti vengono restituiti dal Pontefice Clemente VII, tant’è vero che nel 1546 si risolse la contesa con la comunità di Civitella d’Agliano, per il territorio di confine ancora oggi chiamato “ La Litigata”.

Agli inizi del sec. XVII il feudo fu ereditato dalla contessa Domitilla Cesi, appartenente alla famiglia di Federico Cesi, fondatore dell'Accademia dei lincei a Roma. La contessa Domitilla portò a Graffignano la devozione a San Filippo Neri (compatrono insieme a San Martino Vescovo) ed istituì la festa della Vergine Addolorata e la relativa Compagnia dei Sette Dolori. Alla fine del secolo XVII i territori passarono sotto la famiglia Borromeo. Eminenti personalità di questa famiglia figurano come signori del castello, fra cui lo stesso Cardinale Federico Borromeo.

Nel 1741 il feudo venne eretto a principato e venduto al principe romano Scipione Publicola di Santa Croce, che ridiede nuova vita ad un territorio lasciato da anni alla rovina. Nel 1809 le guerre napoleoniche portarono il comune di Graffignano all’interno del Dipartimento di Roma; il riordino urbano voluto da Napoleone portò a ricomprendere nel territorio di Graffignano anche il territorio di Sipicciano con il quale formò un unico Municipio. Dalla Restaurazione fino all’annessione del Lazio a regno d’Italia, la popolazione subì un forte incremento, dovuto al fatto che il territorio comunale era in grado assorbire manodopera in vari settori agricoli e artigianali; in più, vista la posizione di confine con il nuovo regno d’Italia, era sicuro rifugio per coloro che non condividevano il nuovo assetto.

Nel XX secolo ai problemi economici si sommano le tragedie di due guerre mondiali, che portano morti anche nell’ormai comune di Graffignano. Un triste ricordo di questi infausti giorni, è l’occupazione attuata da truppe naziste in ritirata da Roma, avvenuta nel giugno del 1944. Dalla proclamazione della Repubblica ai giorni attuali, la situazione economica del Municipio è lentamente migliorata, sia per la posizione isolata, sia per le continue liti a sfondo politico – familiare, tipiche di questo piccolo comune. Comunque la situazione attuale è rosea, il Territorio offre una piscina comunale, campi da calcio e calcetto, vari ristoranti e trattorie, B&B.

Produzione tipica è l’olio d’oliva, fra i più pregiati e poco conosciuti, vista l’essenziale produzione familiare ; olio reperibile nei numerosi mulini che servono la popolazione nei mesi di raccolta, che partono da novembre a gennaio.

INFORMAZIONI TOPOGRAFICHE

Il comune sorge in una posizione strategica nell'Italia centrale a soli 100 km da Roma e a 150 km da Firenze tutte e due facilmente raggiungibili con l'autostrada e con il treno. A circa 20 km si trova la città di Viterbo, a 20 km è Orvieto e a circa 30 km Todi. Graffignano è facilmente raggiungibile in automobile dalla Autostrada del Sole A1 (uscita Attigliano per chi viene da sud oppure Orvieto per chi viene da nord) oppure in treno, servita dalla vicina stazione nel territorio del Comune di Graffignano-Sipicciano (linea Roma Viterbo) o dalla stazione di Alviano (linea Roma Firenze).

La collocazione geografica pone Graffignano in una zona ricca di bellezze paesaggistiche (dista solo 3 km dall’oasi del WWF di Alviano) ed architettoniche (il castello, gli affreschi del santuario Della Madonna Del Castellonchio) ed è vicino ad altri paesi molto conosciuti: Civita di Bagnoregio, Bolsena, Todi, Orvieto, Alviano, Amelia, Lugnano in Teverina, Castiglione in Teverina e Montefiascone.

Non molto più distanti sono i comuni del viterbese che sorgono sulle pendici dei monti Cimini (Vasanello, Valleranno, Soriano etc…). Il paese è facilmente raggiungibile anche dalla vicina Terni e da Orte.