Sorge a ridosso del Parco del Treja ed è vicina al massiccio del monte Soratte. Molto particolare il suo centro storico, impreziosito com’è da monumenti importanti come il castello degli Anguillara, la chiesa della Collegiata, dedicata al patrono san Giuliano, la chiesa di sant’Agostino e le sale dette della Misericordia.

Il borgo si sviluppa su di un colle di tufo alla confluenza dei torrenti Treja e Mola. Faleria non s’identifica con Falerii veteres, distrutta dai romani nel 241 a.C. e neppure con Falerii novi, ricostruita poco distante ma è l’antica Stabbia o Stabia o Castrum Stabie (etim. stabulum o stabilis). Abitata fin dall’età arcaica, è nominata nelle bolle di Giovanni XIX e di Benedetto IX e già nel XIV secolo apparteneva agli Anguillara, ai quali rimase fino al XVII secolo.

Nel 1660 passò tra le proprietà del principe Borghese, che, per acquistarla, sborsò 110 mila scudi. Nel 1873 Stabia cambiò il proprio nome in Faleria.

Le porte e le mura furono abbattute nel 1900 per far fronte alle nuove esigenze urbanistiche.

Di recente il paese si è esteso intorno al centro storico e la vicinanza a Roma garantisce un buon flusso turistico nei fine settimana e nel periodo estivo. Il territorio è caratterizzato dalla presenza di vari castelli.

Il castello degli Anguillara, nel centro del borgo, già esisteva nel 1200 e con la sua possente magnificenza rende la misura dell’importanza ricoperta dalla famiglia: all’interno sono frequenti gli stemmi di marmo bianco con le caratteristiche bisce incrociate e, nella parte rinascimentale del maestoso edificio, che si distingue nettamente da tutte le altre parti architettoniche, vi sono tre logge in peperino, che si affacciano solenni sulla piazza della chiesa.

Questa parte del castello è la più elegante dell’intero complesso ed è caratterizzata da una preziosa ma austera monumentalità.

Nel 1330 tutto il castello era merlato, molto più basso di quello attuale e possedeva quattro torrioni rotondi.

Un altro castello importante per la storia del territorio di Faleria è quello di Paterno, che si lega alle cronache già dall’XI secolo, perché qui, nel 1002, finì la propria vita terrena Ottone III, imperatore di Germania.

Una morte misteriosa e tuttora dai molti lati oscuri, avvenuta il 23 gennaio, forse, dopo avere ingerito un veleno somministratogli da una sua concubina di nome Stefania, moglie di Crescenzio patrizio romano, fatto decapitare dall’imperatore stesso sugli spalti di Castel sant’Angelo, perché ribelle al suo potere.

Il castello, dopo essere stato di san Silvestro, poi del monastero di san Lorenzo al Verano, nell’anno 1244 e poi nei secoli XVI e XV, fu della famiglia Anguillara. I resti del castello di Fogliano sorgono ad ovest di quello di Paterno ed appartenne agli Strozzi e poi agli Anguillara.

 DA VEDERE

- chiesa Collegiata San Giuliano;

- Chiesa Sant’Agostino;

- Chiesa della Pietrafitta;

- Museo della Transitoria;

- castello degli Anguillara;

- Castello di Paterno;

- Castello di Fogliano.

 EVENTI E MANIFESTAZIONI

- La pastorella;

- Carnevale faleriano;

- Festa del patrono San Giuliano;

- Corpus Domini e infiorata;

- Festa della frustica;

 - Estate falerina.