CELLENO

Comune di Celleno


Pro Loco di Celleno
 Piazza della Repubblica 8


Vantaggio del Comune:
Visite gratuite ai Siti Pubblici


 

Sorge sulle pendici della riva destra del Tevere, tra il lago di Bolsena e il lago di Alviano, in posizione quasi intermedia, a nord del capoluogo e a sud di Orvieto. Il toponimo Celleno ha origini antichissime. Celeno, nella mitologia greca, era una delle tre arpie figlie di Taumante ed Elettra.

Secondo Dionigi di Alicarnasso, Celleno sarebbe stata fondata da “Italo discendente di Enotro, in memoria della figlia Cilenia e ciò molti anni prima dell'assedio di Troia” ma il toponimo potrebbe derivare da cella, cioè grotta, cavità, con il suffisso - anus che può avere un rapporto di pertinenza. Fu un castello di Viterbo. Nel 1329 passò ad Orvieto e tornò a Viterbo nel 1392.

Fu feudo degli Alessandri, poi assegnato da Bonifacio IX in vicariato perpetuo a Silvestro Gatti, nel 1396, con il pagamento annuo di una libbra d'argento lavorato. Fu della famiglia dei Gatti per cento anni. Poi, Alessandro VI lo volle dare al cardinale Antonio Morton di santa Anastasia ma dovette affrontare il rifiuto di Giovanni Gatti, che venne ucciso. Estinta la famiglia Gatti, nel 1527, Clemente VIII lo passò al cardinale Franciotto Orsini.

Nell’anno 1580 venne assorbito dalla Camera Apostolica. Celleno, nel tempo, ha sviluppato le caratteristiche medievali del borgo fortificato, costretto com’era a difendersi dai continui attacchi esterni. Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni provinciali, stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Celleno passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Attualmente il paese è diviso in due parti: quella antica, in una zona più alta, con l’imponente castello Orsini, circondato da un fossato e conservato all’esterno in uno stato perfetto, cioè la Celleno caratteristica e disabitata, con i piccoli edifici in tufo rosso, in rovina, sia per i devastanti terremoti occorsi nei secoli, sia per le caratteristiche geomorfologiche del territorio, che sembra ripiegarsi lentamente su sé stesso.

Celleno è conosciuta come Città delle Ciliegie ed è fondatore all’Associazione Nazionale Città delle Ciliegie. Famosa è la sua Sagra delle ciliegie, ripresa nel 1997, con l’appassionante gara di “sputo del nocciolo”, una festa legata all’estesa coltura che si estende su tutto il territorio. Il culmine è la sfilata dei carri allegorici, che si conclude con la Crostatona di marmellata di ciliegie, lunga oltre 15 metri.

Il prodotto tipico è il Maraschino di Celleno, da marasche, visciole e spezie, un’antica ricetta unica in Italia. Da alcuni anni è stato istituito il "Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Ciliegie di Celleno”, che ha tra i suoi scopi anche quello di migliorare ulteriormente  un prodotto destinato a collocarsi tra le tipicità e le eccellenze della Tuscia.

DA VISITARE

Paese antico con il Palazzo Orsini : Le Forre dell'Infernaccio ;

Convento di San Giovanni Battista;

Chiostro affrescato con scene della vita

di San Francesco e la cappella romanica;

Chiesa di San Rocco;

Chiesuola Santa Maria del Soccorso.

EVENTI E MANIFESTAZIONI

Fiera di San Nicola – Mese di Maggio;

Sagra della Ciliegia – Mese di Giugno;

Fiera di san Donato – Patrono – Mese di Agosto;

Fiera del SS. Crocefisso – Mese di Settembre.