CAPRANICA

Comune di Capranica


Pro Loco di Capranica
Via degli Anguillara, 54
prolococapranica.vt@ibero.it 


Vantaggio del Comune:
Ingresso Museo delle Confraternite Sconto 10%
Visite guidate gratuite su prenotazione presso:
Chiesa di San Francesco; Chiesa Madonna del Piano; Palazzo Accoramboni


Il centro storico di Capranica si allunga su una lingua tufacea sovrastante la statale Cassia tra boschi di querce, cerri, castagni e vaste coltivazioni di noccioleti, nel versante meridionale dei monti Cimini. È il paese delle acque ferruginose e alcaline, apprezzate da Petrarca nel suo soggiorno del 1337, ospite di Orso Anguillara.

 

La distruzione dell'importante Municipio romano di Vico Matrino, avvenuta per opera delle truppe di Desiderio I, re dei Longobardi, il 7 luglio del 772, costrinse gli abitanti, scampati all'eccidio, a rifugiarsi sopra una rupe lunga e stretta, intagliata da profondi valloni, di difficile accesso e particolarmente adatta alla difesa, dove già esisteva un "castrum" istallatovi da papa Adriano I, su un più antico presidio di epoca romana. Così nacque il primo piccolo nucleo di Capranica, secondo un'antica e documentata tradizione, avvalorata dall'opinione d'insigni archeologi, tra i quali l'illustre concittadino Famiano Nardini. Capranica venne incorporata nel dominio pontificio solo dopo un paio di secoli dalla sua fondazione. Infatti l'imperatore Ottone III, con diploma datato 31 maggio 996, donò a Leone, abate di S. Alessio e di Notkerio "Capraricam cum molendinis suis", con tutto il territorio circostante. Dopo il 1196 il Castello non figura più nella nota dei beni del Monastero dei SS. Bonifacio e Alessio. In questo periodo Capranica viene conquistata da Pandolfo dell'Anguillara, allora schierato con il Pontefice nella lotta contro il ghibellino Pietro di Vico, nemico acerrimo della Chiesa. Il dominio degli Anguillara durò ininterrotto per circa tre secoli. Le storie parlano di Capranica e degli Anguillara impegnati nelle lotte tra il pontefice Urbano III e Arrigo VI, contro Federico II nel 1246 e contro il figlio Manfredi nel 1264. Alla fine del 1336, Francesco Petrarca giunse a Capranica, ospite di Orso dell'Anguillara, presso il quale si trattenne fino a metà marzo del 1337. Nel 1357 Capranica fu occupata dalle milizie romane ma successivamente si rifece, sconfiggendo nel 1376 le truppe della regina Giovanna di Napoli, comandate dal conte di Altavilla. Partecipò, inoltre alla guerra contro Gian Galeazzo Visconti (anno 1397) al fianco di Firenze, del Papa e del re di Napoli. Trascorse ancora un mezzo secolo tra lotte esterne ed intrighi familiari, finché Everso II dell'Anguillara, ambizioso ed energico conte, trovò modo di ribellarsi agli ordini di Pio II. I suoi successori non furono da meno. Nemici della Chiesa, costrinsero il Papa a proclamare la guerra santa contro di loro e i 7 luglio del 1465, circondata da ogni lato dalle milizie del Forteguerri, di Federico da Montefeltro e di Napoleone Orsini, tutti alleati del Papa, Capranica si arrese e tramite i suoi cittadini Domenico Cerracchi ed il figlio Nicolò, fu consegnato loro il conte Francesco che fu tradotto prigioniero a Roma e rinchiuso in Castel S. Angelo. Paolo II, apprezzando l'atto di devozione filiale del popolo capranichese, gli concesse numerosi privilegi economici: donò al paese un Gonfalone con le insegne camerali e gli accordò l'onore di avere un Cardinale come governatore. In virtù di tale privilegio, Capranica assurse a primaria importanza nel Patrimonio di S. Pietro e gli eminenti Porporati, succedutisi fino al 1700, la illustrarono con opere d'arte che la rendono meta di ininterrotte visite turistiche-culturali. Il castello degli Anguillara, costruito a formidabile difesa, fu scaricato da Sisto IV nel 1484, dopo averlo venduto al Comune nel 1475. Scoppiata in Roma nel 1485, una grave pestilenza, sotto Innocenzo III, Capranica fu letteralmente invasa da prelati e laici per sfuggire al pericoloso contagio. La sua posizione ai piedi dei Cimini, la salubrità dell'aria, la varietà e la bontà delle sue acque, rinomate fin dai tempi antichi, resero Capranica, celebre, ambita e cara a tutta la Corte pontificia. Nella notte tra il sei e il sette dicembre del 1527 vi soggiornò Clemente VII, fuggito da Roma ed in viaggio verso Orvieto, dopo la precipitosa uscita da Castel S. Angelo, assediato dalle truppe di Carlo V. Il Cinquecento è stato il secolo più fulgido per l'arte capranichese, arricchita da splendide chiese ed armoniosi palazzi, opera di grandi architetti e pittori che vi hanno lungamente operato. Anche il Seicento e il Settecento hanno arricchito Capranica di altre numerose chiese e palazzotti. Poi, con la conquista napoleonica dello Stato pontificio, Capranica decadde. Fu per poco tempo repubblicana e venne di nuovo assoggettata dopo il 1815, alla Camera apostolica sotto cui visse una vita tranquilla e priva di sussulti fino al 17 settembre del 1870, allorché le truppe monarchiche di Vittorio Emanuele II, diedero il cambio a quelle pontificie. Iniziò una nuova epoca. L'Italia è unita e Capranica parteciperà a tutti gli avvenimenti nazionali.