Vejano, paese della Tuscia laziale, sorge in vicinanza del corso superiore del fiume Mignone ed è attraversato dalle acque di un piccolo affluente, il Crovino.

Le sue origini risalgono al 1800-1700 a.C., nella media età del bronzo.

Il nome primitivo era Viano e, solo nel 1872, in seguito al Regio Decreto approvato dalla Regia Sottopretura di Viterbo, si cominciò a nominare Vejano per evitare disguidi postali con altri paesi omonimi del Regno.

Nell’antichità piccoli insediamenti quali Alteto ed Ischia, ospitarono gli Etruschi prima, e i Romani poi, come si evince dalla grande villa romana, dotata di impianti termali, sita in località Fontiloro. Ma è nel Medioevo che questa piccola comunità, divenendo Feudo Viani, si caratterizzò per la dominazione di varie nobili famiglie.

Il periodo compreso fra il 1213 e il 1465 vide l’alternarsi al potere delle famiglie Vico e degli Anguillara. Quando Everso II, Conte di Anguillara, ricevette la scomunica papale, i possedimenti relativi al feudo di Viano vennero confiscati dalla Camera Apostolica e più volte venduti, passando attraverso la famiglia dei Rovere prima e dei Cibo poi, arrivando, infine, agli Orsini nel 1493.

Successivamente questa famiglia, avendo accresciuto notevolmente la sua potenza politico-militare, fu costretta, dalle gelosie suscitate nelle alte sfere papali, a donare, per servizi resi, il Feudo Viani alla famiglia di Giorgio I Santacroce con i quali il paese ebbe un impulso notevole di crescita sia demografica che economica ed artistica (ristrutturazione della Rocca, edificazione del Sacello Funerario attribuito alla scuola di Sangallo il Giovane).

Con la caduta in disgrazia dei Santacroce e la decapitazionedi Onofrio V Signore di Viano, il feudo passò nuovamente agli Orsini. Iniziò così una nuova fase di passaggi di potere tra una casata e l’altra fino al momento in cui la proprietà del feudo arrivò ai principi Altieri, nel 1671.

La storia del Feudo Viani ebbe la sua definitiva archiviazione quando, all’inizio del 1900, i possedimenti degli ultimi “Signori” furono acquistati dall’appena nata Università Agraria di Vejano e da alcuni componenti della borghesia locale.

Dal 1914 iniziò per Vejano un periodo di grandi cambiamenti socio-politici ed economici, ma fu senza alcun dubbio la mattina del 05 Giugno 1944 che si verificò l’episodio più tragico della storia di questa comunità: il bombardamento alleato sotto il quale perirono circa 90 civili ed alcuni soldati tedeschi.La ferita, ancora aperta nei cuori degli abitanti, è testimoniata, oltre che dalla Medaglia di bronzo al Merito Civile, dalla Porta della Sofferenza (realizzata dallo scultore R. Joppolo ed installata nella chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta)e dalle targhe commemorative apposte per le vie del paese.

Vejano oggi è una comunità di circa duemila abitanti, con una struttura e un’ organizzazione rurale che rispecchia a pieno le sue radici contadine, dalle quali trae  nuovi slanci per dare un forte impulso all’ economia locale attraverso manifestazioni enogastronomiche e culturali atte a promuovere i prodotti locali quali la pizza a fiamma e i maccheroni con le noci (prodotti tipici riconosciuti dall’Arsial Lazio), il ceciarello e il tartufo locale che ha reso a Vejano il riconoscimento di “Città del tartufo” da parte della Regione Lazio.

La bellezza dei suoi paesaggi, i suoi monumenti, l’antico borgocostruito su di una parete di tufo, di frequente scelto come scenografia di eccellenza in molti film (Ligabue, Il Milione, L’armataBrancaleone, Pinocchio), la rocca e la piccola cappella Santacroce che ben si inseriscono nell’urbanistica cittadina, rendono oggi Vejano un paese assolutamente da visitare.

DA VISITARE

Chiese di Santa Maria Assunta

(XVI secolo) con linee barocche;

Chiesa di Sant'Orsio, patrono;

Chiesa Madonna del Rosario;

Cappella della Madonna del Rosario,

sacello funerario dei Santacroce, attribuito a

Sangallo il giovane (XVI secolo);

Castello.

EVENTI E MANIFESTAZIONI

Festa Santo Patrono Sant’Orsio;

Madonna del rosario;

Festa della pizza a fiamma;

Sagra del ceciarello;

Vejano città del tartufo;

 

Presepe vivente