SUTRI

Comune di Sutri


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Il titolo di Antichissima Città fu concesso a Sutri da Papa Innocenzo III.

La leggenda, o forse anche la storia, narra infatti, che la costruzione del primo nucleo urbano sia da attribuire al mitico popolo dei Pelasgi oppure anche a Saturno, il padre di tutti gli dei, dal cui nome etrusco, Sutrinas, si fa derivare il toponimo.

Ed è proprio il dio stesso che figura sullo stemma di Sutri, a cavallo mentre stringe nella mano tre spighe di grano, simbolo di fertilità del territorio sutrino. Ma la leggenda è ancora più generosa e colloca a Sutri la nascita del paladino Orlando: pare che in una grotta ancora accessibile, ex tomba etrusca, Berta abbia dato alla luce Orlando. Mettendo da parte la tradizione, è accertata l’assoluta antichità delle origini del borgo, punto nevralgico nella circolazione di merci attorno a Roma e luogo di sosta lungo la via Francigena. Sono numerose le testimonianze di un passato anche arcaico, con tracce etrusche, falische, romane, medievali e rinascimentali, che ne sottolineano il ruolo di assoluto rilievo ricoperto per un lungo periodo storico e, tra le più notevoli, ci sono: l’anfiteatro romano completamente scavato nel tufo, la necropoli etrusca con moltissime tombe ricavate nel tufo, le mura etrusche della città, incorporate in seguito da quelle medievali, il mitreo, in seguito divenuto la chiesa della Madonna del parto e poi il duomo di origine romanica.Sutri nel 1046 fu sede del Concilio indetto dall’imperatore Enrico III, che pose fine allo scisma e da cui fu eletto papa Clemente II.Fu un'importante sede vescovile dal V secolo e, anche questa volta, la leggenda vuole che san Pietro stesso vi inviasse san Romolo, come vescovo.Il primo vescovo residente è sant’Eusebio, nel 465.Tra il 1243 e il 1244 la città è stata sede papale, quando papa Innocenzo IV vi si stabilì per sfuggire all’imperatore Federico II, che aveva scomunicato.Nel 1435 la sede vescovile fu unificata a quella di Nepi e, nel 1556, fu sede vescovile del futuro papa Pio V,  a cui sono dedicate molte opere nel duomo.Sutri e il suo territorio sono compresi dal 24 giugno 1988, con legge regionale n. 38, nel Parco naturale regionale dell’Antichissima Città di Sutri. Unico per bellezza tra le aree protette laziali, include il parco di villa Savorelli, (XVIII secolo) posta su di uno sperone di tufo e, con i suoi 7 ettari, è il più piccolo del Lazio.

Vi si trovano la necropoli etrusca, l’anfiteatro romano, l’antico mitreo e la villa Savorelli.  Sutri è anche parte del Parco naturale regionale di Bracciano-Martignano, istituito il 25 novembre 1999 con legge regionale n. 36.

La Città di Sutri è Bandiera Arancione, il marchio di qualità turistico ambientale per l’entroterra viene attribuita alle località che soddisfano criteri di analisi correlati allo sviluppo di un turismo di qualità. Si estende su 16.682 ettari, nei comuni a cavallo tra le Province di Roma e di Viterbo.  Nel Parco si trovano due importanti monumenti naturali: la Caldara di Manziana, caratterizzata da acque sulfuree e da boschi di betulle e la zona umida delle Pantane e Lagusiello di Trevignano, preziosa area di rifugio per gli uccelli acquatici.

Sutri è nell’elenco delle località iscritte all'Associazione europea delle vie francigene. Nell’ambito delle tipicità, Sutri eccelle per la produzione del famosissimo fagiolo borlotto regina, una varietà molto apprezzata per il sapore e per l’alta digeribilità affidata alla buccia sottile e morbida e, quindi, estremamente gradevole nelle ricette tradizionali, che sanno esaltarne le qualità intrinseche di ingrediente di alto profilo qualitativo, merito della composizione chimica del terreno delle valli.  Al fagiolo regina è dedicata l’importante sagra che si svolge ogni anno, nelle prime due domeniche di settembre, con i colorati carri allegorici, i cortei in costume, gli sbandieratori e la banda musicale, per omaggiare, ancora una volta, una significativa leggenda. Infatti, quasi fosse una simpatica favola, si narra che Carlo magno sia stato tra i primi estimatori vip del fagiolo di Sutri, quando, per aver troppo mangiato alla corte papale, durante i festeggiamenti per la sua incoronazione ad imperatore, venne colto da un attacco di gotta nel territorio di Sutri e guarì proprio grazie ai fagioli.